Cosa rende vendibile un prodotto artistico?

Cosa rende vendibile un prodotto artistico?

Rispondo alle domande di Artisti e Creativi che si rivolgono a me per avere consigli. Oggi, ti dico cos’è un prodotto artistico e cosa lo fa vendere. Così non avrai più scuse per continuare ad aspettare.
La domanda è già un miracolo. È il primo modo della coerenza, del compimento di sé, della propria libertà. (Luigi Giussani) Lamentarsi significa far domande e aspettare la risposta. Le domande però, che non rispondono a se stesse nel nascere, non trovano mai risposta.Franz Kafka

Il punto è che ti stai facendo la domanda sbagliata. O meglio, così stai solo dando al tuo cervello una scusa – un appiglio – per frenarti. Perché, sai, puoi decidere se provarci davvero – a farlo, adesso – oppure continuare ad aspettare e sentirti insoddisfatto, perché non riesci. La scelta è solo tua.

Quando mi chiedi cosa rende vendibile un prodotto artistico posso suggerirti altre scuse, o darti le risposte che ti aiuteranno a sentirti più sicuro. Sinceramente, preferisco sapere di essere servita – anche se in minima parte – al tuo successo. Invece di passarti le solite informazioni che puoi trovare – senza sforzo – ovunque sul web.

 

Cos’è un prodotto artistico?

Voglio essere certa che leggere ti sia d’aiuto. Quindi la prendo larga, perché ho bisogno di fare luce sulla definizione di prodotto artistico. Farlo ci servirà a parlare la stessa lingua e farà sì che le mie risposte centrino il bersaglio.

 

Un prodotto artistico è un’opera frutto della creatività del singolo, che nasce per rivolgersi al pubblico.

 

Cos'è un Prodotto Artistico e Creativo? Ecco la Definizione!Banale, dici? Forse, ma non scontato.

In questa definizione, infatti, hai già la prima risposta alla tua domanda.

Qualsiasi prodotto artistico è vendibile, perché viene ideato pensando al pubblico. Se così non è, allora, siamo di fronte a un mero esercizio di stile. Un’attività utile a crescere, senza che – però – abbia una finalità economica. Diversamente, un prodotto artistico nasce seguendo una logica precisa: la sua diffusione.

 

Come vendere la creatività?

Ecco la seconda risposta per te. Lo so, formalmente si tratta di una domanda.

Ora, voglio che ti fermi un attimo a pensare alla creatività. Un mondo in cui rientrano una moltitudine indefinibile di forme d’espressione. Immagina cos’è per te la creatività: quale oggetto ti viene in mente?

 

Il punto è che, se ci pensi bene, qualsiasi prodotto d’uso comune presenta una componente creativa. Questo è vero per l’abbigliamento, l’arrendamento e così via. Ma anche per oggetti a cui non penseremmo mai, come le forchette.

 

Ora, sto per dirti il motivo di questa domanda.

Beh, innanzitutto, fermarti a riflettere ti ha fatto capire che chiunque compra prodotti che nascono grazie alla creatività. E che, spesso, lo fa proprio in virtù di essa.

 

Se 2 prodotti hanno la stessa funzione, è anche sull’estetica che ci basiamo per le nostre scelte d’acquisto. Non è vero?

 

Ecco un altro elemento importante. Una conferma del fatto che qualsiasi creazione può essere immessa sul mercato. Il punto è: come vendere la creatività? La risposta ti stupirà, ma voglio che continui a leggere – fino alla fine – prima di iniziare a pensare.

 

Prodotto artistico e Utilità: l’annosa questione dell’equilibrio (dicotomico!)

Per riuscire a vendere un prodotto artistico è necessario che il pubblico possa attribuirgli una qualche utilità. Le persone devono avere la sensazione di comprare qualcosa che a loro serve, davvero.

Se sei un designer o un fotografo, sei abituato a intendere il tuo lavoro in questi termini. Se, invece, ti occupi di pittura o scultura leggi bene qui sotto:

Vendere un Prodotto Artistico-Creativo: gli Strumenti UtiliSe vuoi vivere di creatività, devi declinare la tua Arte in un vero prodotto. Così ti garantisci un’entrata fissa, facendo ciò che ami, e puoi dedicarti alla tua crescita artistica.

 

Un esempio?

Un illustratore può lanciare facilmente una linea di t-shirt e cappellini con i suoi disegni, grazie al web. Questo gli fa guadagnare abbastanza per vivere e può dedicare il tempo restante allo sviluppo della sua Arte.

 

Ecco perché è importante che inizi a cambiare il modo in cui guardi alla questione. Devi trasformarti in un Imprenditore Creativo, perché se non riesci a mantenerti economicamente non puoi sentirti tranquillo. E anche la tua arte – senza pensare al tuo umore – ne risentirà.

 

Il Mercato della Creatività: come individuarlo?

A questo punto sai che:

  1. I tuoi lavori, per essere venduti, devono nascere per il pubblico
  2. I prodotti artistici rispondono sempre a dei criteri di utilità, che possono variare in base al singolo individuo

Quindi, hai bisogno del mercato giusto a cui proporre le tue opere.

 

Il Mercato Giusto

Ecco la chiave: la vera risposta alla tua domanda.

Il compito di un creativo è quello di:

  • scegliere a chi rivolgersi,
  • capire dove si trovano quelle persone
  • e raggiungerle.

 

È come se decidessi di aprire un negozio di bikini nel bel mezzo della tundra. Sai già che sarebbe un fallimento, vero? Magari non proponendoti al giusto pubblico, stai facendo – inconsciamente – la stessa cosa. Voglio che ci pensi bene:

 

 

Puoi essere certo di aver proposto i tuoi lavori al mercato adatto?

 

Questa è la domanda che ti devi fare, invece di continuare a convincerti che la tua arte non si vende.

 

Hai altre domande? Falle a me! Sarò felice di darti una risposta qui sul blog!

 

Un grazie ad Aurora Stano (@AuroraStano) per avermi fatto la domanda da cui è nato questo articolo. 

 

Icon Credits: ©Raindropmemory

 

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Cristiana Tumedei
Strategist for Artists&Creative, consulente di web marketing e comunicazione. Curo diversi progetti in rete, come Parliamo Digitale e QuiCopy: spazi dedicati a blogger e comunicatori 2.0. E poi... quasi 30 anni, 11 traslochi all'attivo, una bimba che mi chiama Mamma Cri, appena nata ho ricevuto un battesimo Voodoo. Che altro? Ah, sto costruendo un sogno: #livingoutloud.
Cristiana Tumedei

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3 risposte

  1. Cristiana grazie, ennesimo post ricco di interessanti spunti di riflessione e di crescita.
    Come te penso che l’arte nasca come mezzo di espressione individuale per tradursi in un prodotto fruibile destinato ad un pubblico in grado di trarne valore in senso emotivo e concreto.
    Anche l’aspetto relativo all’individuazione del mercato giusto a cui rivolgersi è fondamentale e per niente banale, poichè da tale scelta dipenderà il successo o meno del percorso che si vuole intraprendere.
    Quindi mi trovi perfettamente d’accordo con te su tutta la linea e sono davvero felice che Aurora Stano abbia posto il quesito che ha dato origine a questo post.
    La domanda che invece vorrei porre io in questa occasione è la seguente: come si gestisce la parte emotiva di un percorso artistico rivolto sicuramente al pubblico ma la cui natura e origine nascono prevalentemente dalla sfera emotiva dell’individuo?
    Grazie Cris, un abbraccio.

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Marta, sono davvero felice di leggere il tuo commento.
      Trovo la tua domanda pertinente e, anzi, mi offre lo spunto giusto per affrontare una delle questioni più importanti per buona parte dei miei clienti: come iniziare a ragionare da imprenditori creativi e vedere il proprio percorso artistico come un prodotto?

      Sai, la difficoltà – spesso – risiede proprio nel non riuscirsi a slegare da una visione intimista dell’Arte. Un rapporto quasi esclusivo, che porta i Creativi a considerare il pubblico solo in seconda battuta. Un ostacolo da superare, se si vuole vivere di Arte.

      Facciamo così: nel prossimo articolo mi dedico approfonditamente alla questione. Che dici?
      Grazie mille per l’ispirazione. Un abbraccio a te.

      • Sono io che ringrazio te, Cristiana. Attendo con molto interesse il prossimo articolo. Marta

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