Come definire il valore economico di un prodotto artistico?

Come definire il valore economico di un prodotto artistico?

 

Oggi voglio aiutarti a risolvere un problema: dare un prezzo alle tue opere.

So bene che la cosa ti fa paura. So che stabilire quanto vali non è cosa facile. Soprattutto per te, che vivi l’arte per passione.

Ecco perché voglio darti una mano. Qualche consiglio e, finalmente, ti sentirai appagato e soddisfatto anche quando vendi un’opera.

 

L’artista e il valore di mercato della creatività

Quando un artista si rivolge a me per una consulenza una delle prime richieste che gli faccio è questa: “Fammi avere il tuo portfolio e indicami il prezzo di ogni opera. Dimmi quanto vali. Quanto vuoi guadagnare?”.

 

Queste le risposte che ottengo:

  1. Chi invia un listino dettagliato, costruito sulle quotazioni fatte da galleristi e curatori
  2. Chi produce una stima, basata sui costi dei materiali e sul tempo di realizzazione dell’opera
  3. Chi non risponde, perché proprio non sa come fare

 

Ora, prima di andare avanti, ci sono 3 cose che devi sapere:

  • Il prezzo con cui oggi ti proponi definirà, poi, tutto il tuo percorso artistico.
  • Se pensi di partire con un prezzo contenuto e di aumentarlo nel tempo, ti complichi le cose. A meno che le tue opere non vengano diffuse su ampia scala e si trasformino in un prodotto commerciale (se vuoi riuscirci contattami, così ti spiego come fare), svendersi è sempre la scelta sbagliata.
  • Dare un prezzo a un prodotto creativo è un po’ come scrivere un preventivo. Devi considerare: il valore reale del tuo lavoro, l’interesse del pubblico e la sua disponibilità a spendere per quel bene.

 

In sostanza, quello che devi fare è abbandonare il vecchio metodo. Quello che portava gli artisti a farsi quotare da galleristi e curatori, per poi adattarsi a quanto stabilito dagli “esperti”.

No, sei tu che devi decidere quanto vali!

 

Quando l’artista stabilisce il valore delle sue opere

 

Darsi un prezzo è come scegliere un abito: deve valorizzarti e sottolineare i tuoi punti di forza.

@cristumedei

 

Partiamo da un assunto: tu crei mosso da istinto e passione, ma vendi le tue opere per sopravvivere.

Se è vero, allora, parte della tua soddisfazione dipende da quanto chiedi alle persone di spendere per averti.

Facciamo così: ti aiuto io a vivere della tua arte. Queste sono 6 idee per definire il valore di un prodotto creativo.

 

#1 – Dipingi il tuo profilo e individua il target a cui rivolgerti

So che il marketing non ti interessa, ma cerca di seguirmi. È importante, per te, capire chi vuoi che acquisti le tue opere.

Quello che devi fare è individuare il target, scegliere le persone adatte a cui proporre le tue creazioni. Come ci riesci?

Analizzando i tuoi lavori.

Prendi il tuo portfolio e cerca questi elementi:

  • Temi principali
  • Stile
  • Messaggi veicolati
  • Materiali usati

 

Scrivili su un quaderno, per punti. Alla fine, avrai l’elenco con le caratteristiche delle persone a cui ti rivolgi.

Non fermarti qui. Adesso, pensa a chi vuoi vendere la tua creatività. Com’è quella persona, in che modo vive, perché acquista le tue opere? Chiediti anche se vuoi che ti scelga una sola volta, o se preferisci che ogni tua nuova opera finisca nella sua collezione.

Fatto?

Adesso hai due pagine: in una trovi il ritratto dei tuoi possibili clienti, nell’altro quello del tuo cliente tipo. A questo punto, devi solo iniziare a rivolgerti a loro definendo un prezzo che dia valore al tuo lavoro e, al tempo stesso, sia sostenibile dal tuo target.

Se ti sembra troppo complicato, posso darti una mano io. Mandami un’email con il tuo portfolio e fammi tutte le domande che ti passano per la testa. Insieme decideremo come posizionarti sul mercato.

 

#2 – Un artista di massa, ma non per tutti

Ricordi la Pop Art, vero?

Una delle correnti più lungimiranti del secolo scorso, che ha saputo declinare l’arte in una dimensione che piacesse al pubblico consumista dell’epoca.

Tu devi fare la stessa cosa se vuoi vendere: tradurre parte dei tuoi prodotti creativi in beni di massa, appetibili per una nicchia precisa.

Ti spiego cosa significa: hai bisogno di staccarti dalle ideologie. Devi entrare nel nostro tempo. Un momento storico in cui le persone sono diventate consumatrici passive, distratte e annoiate.

I sensazionalismi, l’effetto sorpresa e lo stupore non sono più leve su cui puntare. Quello che fa la differenza nel settore artistico, oggi, è scegliere il proprio target e creare opere che quelle persone non possono non comprare.

Un esempio velocissimo: se sei un illustratore puoi prendere un tema che piace al pubblico (come i supereroi o le serie TV) e disegnare qualche tavola, con il tuo stile. Per rendere di massa quelle opere, portale fuori dalla tela! Hai mai pensato a quanto starebbero bene su una t-shirt? E su un cappellino? Ah, le trovo perfette su una custodia per tablet. Tu che dici?

 

#3 – Se vuoi vivere di arte devi essere costante

Il segreto sta tutto lì: devi dare continuità alla tua produzione. Non puoi pensare di scattare qualche foto oggi, di venderla magari, e non pensarci più per mesi.

 

 

Sì, dobbiamo anche essere venali. A volte.

Pensa a un’azienda che produce scarpe. Quest’anno immette sul mercato una serie di modelli che piacciono e vendono. Poi silenzio. Nessuna nuova linea nei prossimi 12 mesi. Secondo te, il pubblico vuole questo?

Pensi davvero che se oggi vendi un quadro a 10.000 euro, puoi stare lontano dai pennelli fino all’autunno?

No, assolutamente!

Costanza e continuità sono le chiavi del successo per un artista. Quindi, decidi quanto vali e mettiti al lavoro!

 

#4 – Datti un obiettivo economico e raggiungilo

Smetti di pensare alle singole opere, per un momento.

Ti faccio una domanda diretta: quanto vuoi guadagnare in un anno?

Di quanti soldi hai bisogno per non doverti più preoccupare delle bollette?

Apri l’agenda, scorri fino al 31 dicembre 2014 e scrivi la cifra che hai pensato.

Quello è il nostro obiettivo.

Ora, prendi il tuo portfolio e dai un valore a ogni opera in modo tale che la somma ti permetta di raggiungere il tuo obiettivo economico.

A pomuovere e vedere le tue opere, ci penso io. Tranquillo.

 

#5 – Rompi gli schemi e diventa imprenditore della tua arte

Un passaggio fondamentale: definisci una strategia commerciale che non si basi solo sulla mera vendita delle opere.

Pensa a tutto quello che puoi fare con la tua arte. A me vengono in mente alcune idee: puoi tenere corsi e seminari, eseguire lavori su commissione per conto di negozi, case editrici, agenzie pubblicitarie, aziende vinicole, hotel e ristoranti. Oppure puoi partecipare a eventi e collettive. Ah, io ne organizzo diversi. Se vuoi conoscere le date ed essere uno degli artisti presenti, iscriviti alla mia newsletter. Prenditi un attimo, adesso, e registrati gratuitamente. Soluzioni per incrementare i tuoi guadagni artistici non tarderanno ad arrivare.

 

Ricevi aggiornamenti sulle opportunità per vivere della tua arte.



 

Non aver paura di ammettere quanto vali!

Ci tenevo a dirtelo prima di chiudere l’articolo. Ora, mi aspetto che ti metti al lavoro e che inizi a proporre le tue opere al giusto prezzo.

So che lo farai. Ma ricorda: io sono qui, se ti serve una mano.

 

The following two tabs change content below.
Cristiana Tumedei
Strategist for Artists&Creative, consulente di web marketing e comunicazione. Curo diversi progetti in rete, come Parliamo Digitale e QuiCopy: spazi dedicati a blogger e comunicatori 2.0. E poi... quasi 30 anni, 11 traslochi all'attivo, una bimba che mi chiama Mamma Cri, appena nata ho ricevuto un battesimo Voodoo. Che altro? Ah, sto costruendo un sogno: #livingoutloud.
Cristiana Tumedei

Ultimi post di Cristiana Tumedei (vedi tutti)

5 risposte

  1. Sono d’accordo che non bisogna svendersi. Però come la mettiamo sulla vendita di ebook?

    Io sto scrivendo un romanzo per sperimentare il self-publishing. Anche quella è arte, però non posso pensare certo a un prezzo alto per vari motivi:

    – un ebook non può costare troppo, meglio tenersi sotto i 5-6 euro
    – un lettore non sarà disposto a spendere tanto per un autore sconosciuto

    La mia prima idea è stata 99 centesimi, come usano molti. Però ne parlerò prima con l’editor.

    È anche vero quello che dici: se inizio a vendere a 0.99 euro, poi come alzo il prezzo? Sono perplesso su questo, anche se per ora è prematuro.

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Daniele,
      valore, interesse e disponibilità a spendere sono 3 variabili che non puoi non considerare.

      Il mercato dell’editoria digitale (e del self-publishing, in particolare) segue logiche a se stanti. Quelle che tu elenchi sono due regole generali. Sai quei diktat che ci insegnano per eseguire un “compito fatto bene”? Ecco, se vuoi, puoi proporti come uno dei tanti che pubblicano a 99 centesimi, oppure dare il giusto valore alla tua opera.

      E, credimi, non è vero che il lettore non è disposto a spendere. Tutto dipende da cosa mi offri e da come me lo comunichi. Nel settore del web marketing, per esempio, posso citarti Luca Bove che propone il suo ebook “Local Strategy: Come non perdersi nel labirinto delle mappe!” a 130 e 190 euro (lo trovi qui > http://www.localstrategy.it/corso-local/#offerta). E sai perché può farlo?

      Perché offre ai lettori un’esperienza che va oltre la mera lettura passiva. Un ebook che è anche un corso di formazione.

      Da bravo marketer, Luca ha individuato un vuoto nell’offerta, l’ha colmato e si è posizionato in modo tale da emergere.
      Uno splendido esempio di Strategia Oceano Blu.

      Puoi fare lo stesso, Imperi 😉
      Se hai domande, come sempre, conta pure su di me. A presto!

  2. […] punto – quello che, spesso, mette in difficoltà Artisti e Creativi – riguarda il budget. Come stabilire la somma da raccogliere? E, soprattutto, come comunicarla alla community? Seguimi, ti do una mano io. […]

Lascia un commento