Le Start-Up nel Settore Artistico-Culturale

Le Start-Up nel Settore Artistico-Culturale

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Strategie di Project Identity per Aziende Creative

Oggi si fa un gran parlare di Start-Up, anche in ambito artistico-culturale. Un settore difficile che in Italia – complice un approccio rigido e antiquato – regala terreno fertile a quelle realtà che vogliono investire in modelli di business efficaci.

Oggi voglio condividere con te un segreto. Sì, ti svelo il punto debole più comune fra le Start-Up e come superarlo.

 

Comunicare l’identità di una Start-Up

Comunicare efficacemente l’identità di un progetto è uno dei primi problemi con cui le start-up si scontrano. Una questione fondamentale e complicata, che va affrontata fin da subito lavorando sulla cosiddetta Project Identity.

 

 

Quello che serve è:

  1. Un’idea
  2. Un progetto
  3. Un modello di business

Se il primo punto rappresenta il passaggio fondamentale, quello a cui puoi – e devi – provvedere da solo, gli step successivi possono rivelarsi meno agevoli. Soprattutto se non possiedi le competenze professionali adeguate. Ecco perché scegli di farti supportare da un esperto nella redazione del business plan. Ecco perché dovresti affidarti a un professionista della comunicazione per la tua Project Identity.

 

Project Identity: lo Strumento fondamentale per una Start-Up

Prima di continuare, voglio essere sicura che tu abbia chiaro di cosa stiamo parlando. Ora, sto per dirti cos’è la Project Identity e perché è fondamentale per una Start-Up.

La project identity è un documento in cui la Start-Up mette nero su bianco l’essenza della sua impresa. Non solo l’idea di business, quindi, ma il prospetto dettagliato della sua identità. Per arrivare a definirla sono sufficienti 3 elementi che, una volta compresi, fungeranno da pilastri su cui costruire l’intera strategia di comunicazione e posizionamento sul mercato.

#1 – Mission

La base da cui partire è – sempre – la missione che la nuova azienda ha deciso di porsi. Nella mission sono racchiuse caratteristiche importanti, che determinano anche buona parte del modello di business che si andrà ad individuare.

Sì, perché la missione aziendale coincide esattamente con il nostro scopo: gli obiettivi che stabiliamo di raggiungere. Un elemento che – a differenza di quanto asseriscono in tanti – non necessariamente contiene elementi di novità. Insomma, non è la mission a distinguermi dalla concorrenza. Piuttosto è la strategia di business che ne deriva a farlo.

#2 – Vision

Come dico sempre ai miei clienti, questo è il momento di abbandonare il pudore e sparare alto. Sì, perché la vision non è altro che l’obiettivo finale: la meta – altissima, enorme, tanto da apparire irraggiungibile – che un’Azienda persegue nel corso della sua attività.

Ecco, questo è il momento giusto per mettersi in gioco. Sul serio, però. Qui, dobbiamo lasciarci travolgere dai nostri ideali. Insomma, la vision è quell’elemento che – più di tutti – mi dice perché una Start-Up ha deciso di realizzare il suo progetto. Mi racconta qual è la vera motivazione alla base della sua attività: l’elemento su cui fondare buona parte della strategia di comunicazione, soprattutto in fase di raccolta fondi.

#3 – DNA del Progetto di Start-Up

dna-start-up-identita-azienda

Con il terzo punto – invece – andiamo a prendere in prestito un modello del marketing tradizionale, che funziona. Soprattutto se dobbiamo lavorare su una realtà nuova, coma una Start-Up. Cos’è il DNA di un’azienda? Un insieme di aggettivi che la caratterizzano. Proprio come accade per il genoma umano (che ci rende unici, rispetto a chiunque altro), il DNA aziendale mi racconta esattamente cosa differenzia un’impresa dai suoi competitor.

Io non vado mai oltre a 6 aggettivi: la combinazione giusta – in termini di misura ed efficacia – per arrivare a individuare il posizionamento sul mercato delle Start-Up. Un passaggio chiave perché mi permette di comprendere appieno l’identità delle realtà artistico-culturali – aziende, start-up, associazioni, artisti o creativi – con cui mi trovo a lavorare.

Eccoli qua: i 3 elementi che danno forma alla Project Identity! 3 punti di importanza strategica ineguagliabile.

 

Perché una Start-Up ha bisogno di una Project Identity chiara?

L’identità di un uomo consiste nella coerenza di ciò che fa e di ciò che pensa.C.S. Peirce

Una citazione perfetta per noi. Sì, perché proprio come sostiene il matematico americano, l’identità di un’azienda ci permette di rispettare il principio primo di una comunicazione efficace: la coerenza.

Detto in altro modo: se so chi sono e cosa voglio, i miei passi saranno mirati al raggiungimento dei miei obiettivi. Questo mi porterà a trasmettere all’esterno – senza sforzi – la mia personalità unica.

 

Volendo essere schematici, i vantaggi di cui una Start-Up beneficia nel dotarsi di una Project Identity sono:

  • Coerenza
  • Controllo
  • Semplificazione

Coerenza fra quanto facciamo e affermiamo di essere. Ergo, una comunicazione più efficace. A prescindere dalla buyer persona di riferimento e dalla conversione attesa.

Controllo sull’efficacia delle strategie individuate e possibilità di rivederle o implementarle, così da renderle maggiormente performanti.

Semplificazione del processo decisionale. Una facilitazione notevole, che si traduce in strategie di comunicazione e marketing mirate e utili.

 

Le Start-Up artistico-culturali devono sapere chi sono

 

Ecco perché la prima cosa che verifico, quando vengo contattata da un cliente, è la presenza – o meno – di una Project Identity. Anche se non ancora redatta, quantomeno i 3 elementi di cui ti ho parlato devono esistere. Anche in misura latente. L’importante è che io possa aiutare l’azienda ad estrapolarli: a metterli nero su bianco. Vuoi la verità? Se così non è, so che non posso aiutare la Start-Up a raggiungere gli obiettivi per cui si è rivolta a me. Quindi, rifiuto l’incarico. Punto.

 

E tu, hai stabilito la Project Identity della tua Start-Up artistico-culturale? La tua Associazione si è dotata di questo strumento, o si limita a disporre di uno statuto? Magari è giunto il momento di farlo, non credi?

 

Photo Credits: ©Duncan Hull via Flickr (modified)
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Cristiana Tumedei
Strategist for Artists&Creative, consulente di web marketing e comunicazione. Curo diversi progetti in rete, come Parliamo Digitale e QuiCopy: spazi dedicati a blogger e comunicatori 2.0. E poi... quasi 30 anni, 11 traslochi all'attivo, una bimba che mi chiama Mamma Cri, appena nata ho ricevuto un battesimo Voodoo. Che altro? Ah, sto costruendo un sogno: #livingoutloud.
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