Scrivere un progetto di Crowdfunding efficace

Scrivere un progetto di Crowdfunding efficace

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Ecco come scrivere un documento di progetto per il Crowdfunding efficace, che ti permette di finanziare la realizzazione della tua idea grazie alla community. Non perdere tempo: inizia a fare la differenza!

Ce lo siamo già detti: nulla avviene per caso. Non basta avere una buona idea o creare un prodotto per raggiungere il successo. Questo è vero, soprattutto nel Crowdfunding: il sistema di raccolta fondi basato sul coinvolgimento delle community in rete. Oggi facciamo un passo avanti per raggiungere il tuo obiettivo: vediamo insieme come scrivere un progetto di Crowdfunding che converte.

 

Il Progetto di Crowdfunding: cosa non deve mancare (mai!)

Procediamo, un passo alla volta. Prima di analizzare gli elementi fondamentali di un Progetto di Crowdfunding, ti racconto di cosa stiamo parlando e perché questo documento è così importante.

 

Il Progetto di Crowdfunding: il documento che ti aiuta a fare chiarezza

Linee Guida per la Redazione di un Progetto di CrowdfundingIl documento che scriveremo racchiude le caratteristiche fondamentali del tuo progetto creativo. Insomma, hai avuto un’idea e hai deciso di ricorrere al Crowdfunding per finanziarla. Questo significa che devi fare in modo di allineare la sua realizzazione alle regole di base di questa forma di raccolta fondi.

 

Sono certa che tu lo sappia già, ma un ripasso veloce ti permetterà di arrivare alla fine di questo articolo avendo tutti gli strumenti per redigere il tuo Progetto. A proposito: se non l’hai già fatto, interrompi – per un attimo – la lettura e procurati carta e penna. Annota tutti i passaggi e gli spunti che ti vengono in mente, riga dopo riga.

 

Il tempo che dedichi a questa attività preliminare è fondamentale per la buona riuscita della tua Campagna di Crowdfunding. Quindi, ora non preoccuparti di impiegarci troppo. Dopo, sarai più sicuro e potrai dedicarti con determinazione alla realizzazione del progetto.

 

E se dovessi ancora avere paura di non riuscire, ricorda che il segreto sta nell’investire meglio le tue risorse. Ecco perché sono già tante le persone che, come te, si sono iscritte a The Crowdfunding Way: il Corso di Formazione che ti insegna come promuovere un progetto online.

Corso di Formazione - Promuovere un Progetto di Crowdfunding sul Web
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Crowdfunding: le caratteristiche fondamentali

Il Crowdfunding è un metodo di raccolta fondi che si basa sul coinvolgimento della community. Ecco perché devi puntare tutto sulla chiarezza. Essere limpido e sincero – anche nello specificare le tue necessità finanziare – spalanca le porte alla collaborazione. Quindi, è buona abitudine scrivere il documento di Progetto come se lo si stesse presentando a un amico. Sia in termini di linguaggio, stile e impostazione che nell’argomentare le 2 caratteristiche fondamentali:

  1. Il Valore Culturale del Progetto
  2. Le modalità di utilizzo delle risorse

 

In sostanza, quello che ti fa fare la differenza è l’individuazione del valore aggiunto del tuo Progetto di Crowdfunding. Nello specifico parliamo della cosiddetta Buona Causa. Se non hai idea di cosa sia, ti consiglio di leggere l’articolo che scrissi a riguardo qualche tempo fa. Ti aiuterà a fare luce su uno degli aspetti centrali da tenere in considerazione quando ci si affaccia al Fund Raising partecipativo. Se non hai tempo di farlo, adesso, salvalo tra i preferiti: potrai tornarci quando sarai più tranquillo.

 

Il secondo punto – quello che, spesso, mette in difficoltà Artisti e Creativi – riguarda il budget. Come stabilire la somma da raccogliere? E, soprattutto, come comunicarla alla community? Seguimi, ti do una mano io. Pronto?

 

Scrivi il Business Plan per il Crowdfunding e stabilisci le Ricompense per la Community!Per prima cosa, non dimenticare che il Crowdfunding è un meccanismo di raccolta fondi reward-based. Questo significa che le persone partecipano, donando somme di denaro a sostegno dei progetti, e ricevono in cambio una ricompensa. Quindi, devi prevedere dei regali – dei premi – per la community.

 

Ovviamente, realizzarli richiederà tempo e denaro. Sì, perché dovrai spedirli e sostenere i costi per i materiali impiegati. Un esempio? Se la tua idea creativa riguarda la pubblicazione di un libro illustrato, puoi premiare i sostenitori con una copia autografata. Ecco perché non devi dimenticare di aggiungere al tuo business plan di progetto anche le ricompense. Premi che saranno diversi a seconda dell’entità della donazione. Una volta stabilito questo, dovrai – poi – comunicare alla community come intendi usare il denaro raccolto.

 

Il Business Plan nel Crowdfunding: l’onestà, prima di tutto

Ecco perché consiglio sempre ai miei clienti di scrivere un Business Plan dettagliato per il loro progetto di Crowdfunding. Un documento in cui tenere traccia degli investimenti necessari per la sua realizzazione, in cui annotare – per ogni voce – le modalità in cui saranno impiegati. Un passaggio fondamentale se vuoi raggiungere il tuo obiettivo, perché ti aiuta a fare chiarezza e a rivolgerti senza ipocrisia alla community. Tu devi fare gioco di squadraIl Crowdfunding e il Gioco di Squadra: scopri le regole del meccanismo reward-based!

 

Ricorda che stai chiedendo aiuto. Con il Crowdfunding coinvolgi le persone nel tuo progetto. E lo fai perché sai che questo avrà un valore culturale importante per tutti. Chi partecipa sta donandoti parte del suo denaro: sta togliendo qualcosa a sé per accompagnarti nel Tuo Progetto. Quindi, quello che devi fare è essere onesto. Punto.

 

Bisogna sempre giocare onestamente quando si hanno le carte vincenti.Oscar Wilde

 

Su questo non transigo: se manca la chiarezza e non si è disponibili a condurre la campagna in modo pulito, preferisco avere un cliente in meno. Non solo per rispetto della mia etica professionale, ma perché so che questo elemento gioca un ruolo chiave nelle sorti di una Campagna di Crowdfunding.

 

Scrivere il Progetto di Crowdfunding: il (tuo) successo parte da qui

A questo punto, è giunto il momento di analizzare la struttura del documento. Ora, sto per elencare i 3 punti da trattare per scriverne uno completo ed efficace.

  1. Presentazione Personale
  2. Descrizione del Progetto
  3. Descrizione del Budget da raccogliere

Ognuno di questi richiede un ulteriore approfondimento, a cui mi dedicherò in articoli successivi. Per ora, voglio che inizi a lavorarci rispondendo al alcune domande. Quindi, procurati un Quaderno di Progetto e fai questo esercizio. Se vuoi arrivare all’obiettivo, adesso è importante non tralasciare nessun dettaglio.

 

Presentazione Personale: cosa raccontare di sé alla community
  1. Chi sei?
  2. Di cosa ti occupi?
  3. Qual è la mission che ti guida in questo progetto? (Insomma, voglio sapere quali sono i tuoi obiettivi personali. I sogni che stanno alla base dell’idea creativa che vuoi finanziare)
Il Progetto di Crowdfunding: i dettagli che non possono mancare
  1. Qual è il nome del tuo progetto? Perché l’hai scelto?
  2. Cosa vuoi fare?
  3. Perché ritieni sia importante realizzare il tuo progetto?
  4. E come mai hai scelto di coinvolgere la community?
  5. Quali sono gli obiettivi di lungo periodo? (Quelli che realizzerai una volta che la campagna di crowdfunding sarà conclusa)
Il Budget da raccogliere: quanto denaro raccogliere e come investirlo
  1. Quanti soldi occorrono per realizzare il progetto?
  2. Quanto denaro destinerai a promozione e pubblicità?
  3. Di quanto hai bisogno per realizzare e inviare le ricompense?

 

Rispondendo a queste domande ottieni la prima bozza del Documento di Progetto. La base da cui partire per presentarti alla community e alle piattaforme di Crowdfunding. Nei prossimi articoli tornerò su ognuno di questi punti, per accompagnarti fino alla stesura finale del documento. Adesso, mettiti al lavoro! Il Tuo Progetto di Crowdfunding ti aspetta.

 

Stai usando il Crowdfunding? Hai dubbi o domande a cui non trovi risposta? Scrivile nei commenti! Sarò felice di esserti utile.

 

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Cristiana Tumedei
Strategist for Artists&Creative, consulente di web marketing e comunicazione. Curo diversi progetti in rete, come Parliamo Digitale e QuiCopy: spazi dedicati a blogger e comunicatori 2.0. E poi... quasi 30 anni, 11 traslochi all'attivo, una bimba che mi chiama Mamma Cri, appena nata ho ricevuto un battesimo Voodoo. Che altro? Ah, sto costruendo un sogno: #livingoutloud.
Cristiana Tumedei

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16 risposte

  1. mi risulta che sia consigliabile non partire da zero con la raccolta, ma mostrare quanto si è intenzionati a mettere di tasca propria nel progetto e quanta strada c’è ancora da fare…
    per cui mi chiedo, è meglio che la cifra da raccogliere sia più alta di quella che metto io (“dai, mi serve una mano, vedi che non arrivo neanche a metà?!”) oppure meglio mettere noi il grosso della cifra e lasciare un quota più piccola alla community (“giusto una spintarella e sono arrivato!”) ?

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Sara, grazie per la domanda 🙂
      Vediamo di approfondire la questione…

      In realtà, il Crowdfunding può servire sia per finanziare progetti da zero (ovvio che ci sarà un budget messo a disposizione dal progettista, ma questa non sarà che una minima parte) e/o per dare una spinta a progetti già sostenibili.

      A mio parere non c’è una soluzione migliore dell’altra. La scelta dipende da alcuni fattori, che è bene valutare di volta in volta. Un esempio?
      Se il tuo budget si limita alla copertura dei costi di realizzazione del progetto (mi viene in mente un evento o una mostra), allora la community diventa fondamentale per darti la spinta necessaria e aiutarti a crescere. Se, invece, il tuo obiettivo è quello di creare un progetto più importante – che abbia una continuità, per essere precisi – allora non puoi fare a meno di rivolgerti al Crowdfunding per un finanziamento più sostanzioso.

      Basta pensare ai tanti esempi che troviamo su piattaforme come Kickstarter. Qui si finanziano – grazie alla community – progetti creativi fra i più disparati. Le somme raccolte sono, spesso, importanti. Quindi, come vedi, entrambe le strade sono percorribili.

      Ora, il punto è porsi le giuste domande. Nel nostro caso la migliore è: “Di quanto aiuto ho bisogno?”. Che tu metta di tasca tua il 5 o il 50% poco importa. Quello che influisce sul successo della campagna è la sincerità: dillo alla community, senza remore, e lascia che siano gli utenti a decidere se e come sostenerti.

      Se hai altre domande, sono qui! Un abbraccio, Cris

  2. Ciao Cristiana,
    innanzitutto complimenti per l’articolo, mi è stato davvero di grande aiuto nella stesura del mio progetto.
    Data la tua grande disponibilità, volevo farti una domanda anche se non so se sei tu la persona adatta a rispondermi, ma comunque la sparo lo stesso..:-D
    Sto facendo un progetto per l’apertura di una serie di locali all’estero e dovrei partecipare ad una campagna di crowfunding grazie anche ai tuoi preziosi consigli; la domanda è: esiste un modo per inserire nel totale della somma da finanziare tutte le spese di affitti di futuri locali, arredamenti, attrezzature e quant’altro anche se io purtroppo al momento non ho la possibilità economica di richiedere preventivi o bloccare locali in attesa di…..???
    Come saprai, è di vitale importanza per me inserire nel totale tutte queste spese, ma non avendo grande disponibilità economica non posso ne richiedere preventivi e nemmeno bloccare locali e non so come fare per aggirare l’ostacolo. Potresti consigliarmi qualcosa??

    Sicuro di ricevere qualche tuo prezioso consiglio, ti ringrazio anticipatamente.

    Buon lavoro…!!
    Raffaele

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Raffaele,
      ti ringrazio per i complimenti.
      Sono davvero felice che l’articolo ti sia stato utile. Ora, rispondo alla tua domanda.

      Si tratta di un quesito molto specifico e non ti nego che avrei bisogno di conoscere ulteriori dettagli per essere ancora più precisa ed efficace. Nonostante questo, in linea generale posso dirti che quando una campagna di crowdfunding è mirata all’avvio di un’impresa è sensato farvi rientrare anche dei costi di gestione. A patto, però, che questi siano ragionevoli.

      Cosa significa?
      Che se la tua attività ha un valore sociale rilevante, allora gli utenti saranno più propensi a contribuire (fermo restando che è bene esplicitare, senza timori, l’uso che farai della somma raccolta).

      Personalmente, mi sento di consigliarti quanto segue:
      1. Informati se nei paesi in cui intendi aprire i locali esistono formule di finanziamento (agevolate e/o a fondo perduto per attività come la tua) e, nel caso, utilizza quelle per coprire i costi relativi ad affitto e allestimento dei locali (per esempio, in Italia, è possibile accedere a soluzioni di questo tipo anche grazie ai principali istituti di credito che applicano le direttive europee in materia di ripresa economica e sostegno alle iniziative imprenditoriali)

      2. Chiedi, comunque, preventivi per gli arredi e considera il web come una fonte a cui attingere in prima battuta. Almeno per farti un’idea di massima dell’investimento (puoi dare un’occhiata a siti di e-commerce e vedere quali sono i prezzi di mercato dei principali componenti di cui hai bisogno). Così puoi inserire questa cifra all’interno della somma da raccogliere con la campagna.

      3. Per quanto concerne lo spazio, potrai fare la stessa cosa (consultando i siti delle agenzie immobiliari). Anche se non escluderei la possibilità di informarti rispetto a locazioni agevolate per nuove imprese (sempre in riferimento ai paesi in cui andrai a collocare i locali).

      Prima di salutarti, concludo con altri suggerimenti: valuta bene la forma d’impresa (in base a quella che sceglierai possono essere previste – o meno – agevolazioni fiscali e finanziarie, di diversa entità) e non lasciarti fermare da questi che – a priva vista – possono apparire ostacoli. In realtà, esiste sempre un modo per semplificare – cioè, rendere realizzabile – un progetto.

      E, mi raccomando, tienimi aggiornata sugli sviluppi!
      Buon lavoro a te, Cris

      • Ciao Cristiana,
        semplicemente WOW…:-D
        Anche se io nella mia domanda non ero stato chiarissimo, sei comunque riuscita a cogliere in modo perfetto il significato della mia richiesta e mi hai dato una risposta più che soddisfacente. Veramente grazie…:-D

        Ps.: Adesso sono quasi arrivato alla zona “rossa” del mio business plan, ovvero le previsioni finanziarie; spero di non incepparmi…:-D Senza dubbio ti terrò aggiornata su ogni sviluppo.

        Grazie ancora di cuore.
        Raffaele.

  3. Buonasera,
    una domanda: si può parlare di crowdfunding quando una società intende raccogliere fondi attraverso una piattaforma interna alla stessa società senza rivolgersi alla Community degli utenti ma solo ai propri contatti e quali risultati si possono realmente ottenere?

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Stefania,
      la tua domanda meriterebbe un approfondimento.

      Innanzitutto dobbiamo capire qual è l’obiettivo della raccolta fondi: a cosa ci serve il denaro?
      Una volta chiarito questo passaggio, sarà facile capire se il crowdfunding rappresenta una strada praticabile per il nostro progetto aziendale, o meno.

      Il fatto che si usi una piattaforma proprietaria o di terze parti non è causa ostativa. Mi spiego: il crowdfunding può essere realizzato attraverso piattaforme come KickStarter, oppure mediante soluzioni tecnologiche sviluppate da noi.

      I risultati che si possono ottenere, quindi, dipendono in larga misura dal progetto che proponiamo, dalla scelta del pubblico a cui ci rivolgiamo (che deve essere in target) e dalla natura della campagna.

      I fattori in gioco sono parecchi e tutti, nessuno escluso, concorrono alla buona riuscita del crowdfunding.
      Questo è quanto posso dirti con i pochi elementi a disposizione.

      Se volessi approfondire, puoi scrivermi a info @ cristianatumedei.com oppure lasciare un ulteriore commento.
      Grazie e a presto!

  4. Buongiorno Cristiana
    ho letto e riletto tutto e mi hai affascinato; sono pienamente d’accoro sulla sincerità, anche se è difficile maneggiarla. Ora ti chiedo un grande favore: dagli una scorsa e un voto; consigli? saranno graditissimi anche se non oso chiederli. Altro non dico che dovrebbe capirsi tutto, o quasi. Grazie mille se vorrai/potrai, e comunque per il tuo blog.
    Luigi
    http://www.floc.eu/cf/cfITA.html

  5. scusa: in effetti parte da qui
    http://www.floc.eu/cf/cfIND.html
    ciao!

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Luigi, ho analizzato il tuo progetto e mi piacerebbe parlarne per dirti cosa ne penso. Anche a te chiedo di contattarmi via email, così da accordarci su tempistiche e modalità.

      A presto,
      Cris

  6. Ciao Cristiana,
    cercando info sulle piattaforme di crowdfunding sono atterrato sul tuo articolo. Molto interessante. Brava!

    A breve finiremo, con il mio team, un prototipo funzionante dell’oggetto che abbiamo pensato. A livello di progetto abbiamo suddiviso il tutto in milestone successive e di ciascun “traguardo” abbiamo stimato l’investimento necessario dettagliatamente in termine di risorse umane, di fornitori, di materiale, di comunicazione nonché di ricompense. Quindi a livello di progetto, con l’aggiunta delle tue dritte di questo articolo per preparare la presentazione, direi che ci siamo.
    Le domande a questo punto sono due:
    – la più generica, quale piattaforma è più indicata per presentare un oggetto tecnologico green?
    – è possibile, e valido, inserire il percorso a milestone del tipo: con x euro realizziamo lo step 1, con y euro realizziamo lo step 2 ecc? Fare cioè un sotto percorso di funding? O devo aprire più campagne, una dopo l’altra? E’ chiaro che la nostra mission è realizzare l’oggetto (da industrializzare poi) in tutte le sue componenti.

    Perdona la lunghezza, ti ringrazio infinitamente.
    Renato

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Renato,
      Ti ringrazio per i complimenti.

      Leggendoti mi pare di capire che siete a buon punto. Quindi, rispondo alle tue domande sperando di esserti d’aiuto.

      1. La scelta della piattaforma non dipende unicamente dalla tipologia del progetto – Green, nel vostro caso – ma anche da altre variabili. Ad esempio, può essere utile valutare il target di riferimento: la sua localizzazione, età, abitudini. Insomma, inutile selezione la piattaforma che pare essere in linea con il tema, ma attiva su un paese diverso da quello in cui il prodotto sarà distribuito.

      2. Quanto all’idea di frazionare il percorso ti posso dire che tutto è fattibile. La cosa avrebbe senso, nel vostro caso, ma fate attenzione al budget da raccogliere. Dovete sempre fare i conti con le tempistiche – di solito il limite massimo per una campagna di Crowdfunding è di 90 giorni – e con l’obiettivo economico. Come dico ai miei clienti, la parola d’ordine è sostenibilità.

      Spero davvero che tu abbia le idee più chiare, adesso. Ad ogni modo, puoi contattarmi via email per ulteriori delucidazioni e/o per fissare una prima consulenza gratuita via Skype. A presto e in bocca al lupo per il progetto!
      Cris

  7. Ciao!
    Una domanda, non sono sicura di aver capito bene, sono nuova nel “campo”.
    Si può finanziare qualsiasi cosa? Non sto a farti esempi ma ti dico direttamente cosa vorrei fare io… sto cercando di avere fondi per pubblicazioni scientifiche. Nello specifico, vorrei fare dottorato/master ma non ho assolutamente i soldi, purtroppo, tuttavia mi è stato detto anche dall’estero che il mio progetto è molto interessante, quindi vorrei fare qualcosa a riguardo, ma non so di preciso cosa, onestamente.
    La ricerca in Italia è messa male, vorrei andare all’estero ma non ho le possibilità economiche e la ricerca indipendente non so manco io se esiste davvero o è solo utopia.
    Mi puoi illuminare a riguardo? Vorrei sapere cosa posso fare per il mio caso specifico (se posso farlo).

    Grazie e complimenti per il tuo articolo!

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Laura,
      sicuramente il Crowdfunding si presta al settore delle pubblicazioni scientifiche.

      Detto questo, è sempre opportuno capire di cosa abbiamo bisogno e per realizzare quale progetto (o parte di esso). Come ho fatto con altri, ti invito a scrivermi un’email dettagliata. Così potrò darti un feedback più performante.

      Invia pure a info @ cristianatumedei.com
      Grazie e a presto!
      Cris

  8. Salve, ho trovato molto interessante il tuo articolo ne approfitto per farti una domanda. Sto preparando un progetto che prevede (riassumo in poche parole) acquisto e ristrutturazione di una “masseria” come nucleo centrale e collocazione di piccole cellule abitative, casette in legno o vagoni di treno adattati, in modo da creare un piccolo villaggio che si autosostiene con la coltivazione della terra e che possa ridare a chi ha perduto casa, lavoro la speranza di una vita migliore ripartendo dalla terra. Poi, non solo coltivazione della terra ma anche arte (pittura, musica) e artigianato. Siccome è un progetto abbastanza ambizioso, (ma quando si sogna tanto vale farlo in grande) dovrei appoggiarmi a una piattaforma internazionale. Quale? Avevo pensato a Kickstarter ma mi sembra che non accetti questo tipo di progetti.
    Grazie

    • Cristiana Tumedei

      Ciao Rossana,
      grazie per la lettura dell’articolo e il feedback.

      Dunque, per prima cosa, vorrei darti una mano a non commettere 2 dei grandi errori che – spesso -fa chi si affaccia al crowdfunding per la prima volta. Li riassumo così:
      1. Progetto ambizioso non significa internazionale.
      2. Il Crowdfunding non è una strada facile per finanziare interamente un progetto.

      Questo per dirti che la scelta della piattaforma e, quindi, del pubblico a cui ti rivolgi non va fatta in funzione della portata del progetto, ma delle sue finalità, scopi e aspetti commerciali. In sostanza, se la masseria non nasce per attrarre pubblico internazionale, vanno bene anche piattaforme nostrane create proprio per progetti come il tuo. Nel caso specifico, però, mi sento di allacciarmi al punto 2 per consigliarti quanto segue.

      Immagino avrai predisposto un business plan, che ti permette di essere consapevole dell’investimento che devi affrontare per la realizzazione del progetto. Non so quali altre forme di finanziamento tu abbia attivato/valutato. Ad ogni modo, visto che dovrai sostenere un investimento ingente, ha senso scorporarlo in sotto-budget. Ognuno avrà una sua finalità specifica (es. ristrutturazione masseria, acquisto mobili, comunicazione/promozione, etc). Starà a te – e all’abilità dei tuoi consulenti – scegliere quello più idoneo al crowdfunding.

      Sai, quando raccogli fondi con questa modalità, le persone sono più propense a partecipare a campagne fattibili. Ovvero, mi chiedi 5.000 euro per trasformare un vagone treno in residenza? Bene, mi piace! Come dici? Hai già avviato i lavori per la sistemazione del luogo e condividi con me le immagini, i video… insomma, mi tieni aggiornato sugli sviluppi. Ancora meglio! Quello che vedo mi piace e sono sicuro che un posto del genere non sia solo il sogno di una ragazza, ma un progetto concreto che lei sa bene come realizzare.

      Ecco, come vedi Rossana, la differenza tra la ricerca di investitori e finanziamenti pubblici e il crowdfunding sta proprio qui: nel dialogo. Devi essere trasparente. E per riuscirci dev’esserci estrema chiarezza nel progetto.

      Quindi, concludo consigliandoti di verificare il tuo progetto. Poi, prima di scegliere la piattaforma, produci il materiale per la campagna: documento di progetto, business plan, materiale di comunicazione e strategia di promozione. A quel punto sarai in grado – se vorrai farlo in autonomia – di individuare la piattaforma più idonea.

      Ti prego, però, di non buttarti senza avere prima le idee chiare sul da farsi. Mi raccomando!
      Il tuo progetto deve raggiungere l’obiettivo e non puoi permetterti errori 🙂
      Spero di aver risposto alla tua domanda.
      Nel caso, ricordo anche a te, che è possibile richiedere una prima consulenza gratuita di 20 minuti da realizzare via Skype. Se hai bisogno di aiuto, sono qui.
      A presto, Cris

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